LA FORMAZIONE:
Ugo Sbisà (voce narrante), Roberto Ottaviano (sax), Flavio Boltro (tromba), Eugenio Macchia (pianoforte), Giuseppe Bassi (contrabbasso), Lorenzo Tucci (batteria).

IL CONCERTO
Il 26 maggio del 1926, nasceva ad Alton, Illinois, una delle figure di maggior rilievo di tutta la storia del jazz, il trombettista Miles Davis. Nel 2026, pertanto, cadrà il primo centenario della sua nascita, un evento che verrà celebrato dalla comunità jazzistica internazionale con diverse iniziative. In quest’ambito rientra anche “Round About Miles”, un recital di musica e parole nel quale la vita del grande trombettista, i suoi incontri, i suoi dischi più noti vengono raccontati in prima persona dalla sua stessa voce, attraverso i testi di Ugo Sbisà, il critico musicale e storico del jazz che negli Anni ’80 del secolo scorso è stato l’unico giornalista europeo a poter vantare un rapporto di amicizia con Davis, notoriamente poco incline a frequentare i rappresentanti della stampa.
Ricordi, giudizi, episodi raccolti da Sbisà in conversazioni private con Miles Davis faranno rivivere allora le principali tappe della carriera di questo jazzman, attraverso la rievocazione di incontri e collaborazioni con personaggi leggendari quali Charlie Parker, Thelonious Monk, John Coltrane, Jimi Hendrix, ma anche Jean Paul Sartre, Juliette Greco e molti altri ancora. A portarli in scena la voce di Ugo Sbisà e la band allestita dal sassofonista Roberto Ottaviano che ospiterà anche il trombettista Flavio Boltro per un viaggio che si trasformerà in una rapsodia di note e parole.
GLI ARTISTI
Ugo Sbisà (voce narrante)

Giornalista professionista e storico vicario della redazione Spettacoli della Gazzetta del Mezzogiorno, Ugo Sbisà è una delle firme più autorevoli e storiche della critica jazz italiana. Attualmente docente di Storia del Jazz al Conservatorio “Piccinni” di Bari, ha affiancato all’attività didattica e saggistica — tra cui i volumi Puglia, le età del jazz e Jazz europeo non di solo passaporto — la scrittura di conferenze, spettacoli musicali e melologhi prodotti per istituzioni prestigiose come la Fondazione Petruzzelli.
Lorenzo Tucci (batteria)

Tra i batteristi più versatili e richiesti a livello internazionale, Lorenzo Tucci si è distinto fin dai suoi esordi a Roma affiancando grandi star italiane e straniere. Co-fondatore degli High Five Quintet (ribattezzati “i Beatles del jazz”) e del gruppo Latin Mood, ha legato il suo nome a successi straordinari come l’album Handful of Soul con Mario Biondi (oltre tre milioni di copie vendute). Docente al Conservatorio di Potenza e testimonial globale di marchi leader come Zildjian e Vic Firth, vanta collaborazioni con la London Symphony Orchestra, Nicola Conte e Phil Woods.
Roberto Ottaviano (sax)

Figura di spicco della scena jazzistica internazionale da oltre quarant’anni, Roberto Ottaviano ha suonato e inciso con maestri del calibro di Mal Waldron, Chet Baker, Kenny Wheeler e con l’Italian Instabile Orchestra. Riconosciuto dalla critica come Miglior Musicista Jazz Italiano nel 2022 e 2024 per la rivista Musica Jazz, guida formazioni acclamate in tutto il mondo come il quintetto Eternal Love. Sotto il profilo didattico, è stato lo storico fondatore e coordinatore della cattedra di Jazz al Conservatorio di Bari per più di trent’anni.
Giuseppe Bassi (contrabbasso)

Considerato tra i contrabbassisti italiani più attivi e stimati all’estero, Giuseppe Bassi spazia con naturalezza dal jazz tradizionale alle sonorità avant-garde, fino al funk e alla musica classica. La sua carriera lo ha visto al fianco di leggende come Ute Lemper, Lew Tabackin, Stefano Bollani ed Enrico Pieranunzi. Il suo album Apaturia ha ottenuto il massimo riconoscimento sulla celebre Penguin Guide to Jazz. Oltre all’intensa attività concertistica, ha ideato il progetto internazionale Atomic Bass ed è stato protagonista del film-documentario Yomigaeru-Rivivere, girato a Fukushima.
Flavio Boltro (tromba)

Eletto “Miglior Talento” da Musica Jazz già nel 1984, Flavio Boltro è un punto di riferimento della tromba jazz in Europa. Negli anni ’90 è stato scelto come solista dell’Orchestra Nazionale di Jazz di Parigi per poi entrare stabilmente nel celebre sestetto di Michel Petrucciani fino al 1999. Con un’impronta stilistica che unisce lirismo classico e grinta moderna, ha registrato per etichette iconiche come Blue Note e ACT Music, collaborando tra i tanti con Gino Paoli, Michel Portal e Danilo Rea.
Eugenio Macchia (pianoforte)

Pianista dal virtuosismo naturale, Eugenio Macchia si è formato fin da giovanissimo tra la musica classica e il jazz, perfezionandosi con maestri americani come George Cables e Kenny Barron. Vincitore della Luca Flores Piano Competition e dell’International Jimmy Woode Award, è stato selezionato tra i finalisti del prestigioso concorso Martial Solal di Parigi. Nel corso della sua carriera si è esibito al Dizzy’s Club del Jazz at Lincoln Center di New York e ha inciso ed eseguito dal vivo progetti al fianco di giganti come George Garzone, Joe Locke e Furio Di Castri.

