LA FORMAZIONE:
Sarah Jane Morris (voce), Tony Remy (chitarra acustica), Matt Backer (chitarra acustica), Henry Thomas (basso).

IL CONCERTO
Il progetto – album e live – The Sisterhood Vol. 1 e 2 è un omaggio ad alcune tra le più grandi interpreti femminili della musica contemporanea, legate tra loro da un sentimento di vicinanza per scelte artistiche e lotte personali e che sono state l’ispirazione di Sarah Jane Morris lungo l’arco di tutta la sua carriera.
Dalle grandi voci black del jazz americano, alle stelle del rock e del pop, cantautrici di generi musicali diversi che si sono passate il testimone da una generazione all’altra: da Bessie Smith e Billie Holiday, a Nina Simone e Miriam Makeba, da Janis Joplin e Aretha Franklin a Rickie Lee Jones e Kate Bush (vol.1), da Etta James e Bonnie Raitt, a Patti Smith e Debbie Harry, da Joan Armatrading e Tracy Chapman, a Sinead O’Connor e Amy Winehouse (vol.2).
Accanto a lei, come sempre, il chitarrista e coautore Tony Rémy, con cui la collaborazione è ormai una simbiosi artistica. «Con Tony non devo spiegare troppo. La musica nasce da una fiducia totale», dice Morris.
Ciò che lega insieme questa variegata collection di brani – interamente composta da SJM e Tony Rémy – è la voce strepitosa di Sarah Jane Morris. Come scrive John Fordham – principale critico musicale del The Guardian: “Il suono di Sarah Jane cattura la cruda maestosità di leggende come Janis Joplin e Nina Simone, e la sua gamma di contralto da quattro ottave si estende da toni bassi sonori riverberanti a un bruciante falsetto pieno di sentimento.”
L’ARTISTA

Sarah Jane Morris è una delle interpreti più carismatiche e inconfondibili della scena jazz e soul britannica ed europea, un’artista la cui voce — profonda, vellutata e immediatamente riconoscibile — ha ridefinito i confini tra generi musicali, trasformando ogni esibizione in un’esperienza emotiva intensa e irripetibile.
Nata a Southampton nel 1959, Sarah Jane Morris sviluppa fin da giovane una sensibilità musicale fuori dal comune, maturata anche attraverso un periodo di vita in Italia, a Firenze, che contribuirà a plasmare il suo gusto artistico e la sua apertura culturale. Tornata nel Regno Unito, si afferma rapidamente come una delle voci più interessanti della nuova scena musicale britannica. La sua carriera esplode negli anni ’80, nel contesto della cosiddetta seconda “British Invasion”, un periodo di grande fermento creativo e impegno politico nella musica. Il successo internazionale arriva con i The Communards e l’iconica interpretazione di “Don’t Leave Me This Way”, accanto a Jimmy Somerville, brano che diventa un inno generazionale e consacra la sua presenza sulla scena mondiale.
Dopo questa esperienza, Sarah Jane Morris intraprende un percorso solista di grande libertà espressiva, pubblicando oggi 16 album in studio, tra cui l’ultimo lavoro The Sisterhood Vol. 2 (2026). La sua carriera è segnata da una straordinaria apertura stilistica: dal jazz al soul, dal blues alla musica d’autore, fino a incursioni nella musica contemporanea e sperimentale.
Parallelamente, sviluppa un legame profondo e duraturo con l’Italia, dove torna frequentemente per concerti e collaborazioni con artisti come Riccardo Cocciante, Mario Biondi, Cristina Donà e altri protagonisti della scena musicale italiana. La sua presenza sui palchi italiani diventa nel tempo una costante di grande prestigio, così come nei principali festival e club europei e internazionali.
La voce di Sarah Jane Morris è uno strumento raro: un contralto dalle profondità quasi orchestrali che può risalire a registri acuti brucianti, sempre mantenendo una qualità emotiva intensa e teatrale. È questa gamma espressiva, unita a una presenza scenica magnetica, ad averla resa protagonista di concerti leggendari, come le lunghe residenze al Ronnie Scott’s Jazz Club di Londra, ripetutamente sold out per anni consecutivi.

